Abbiamo selezionato per voi un bel venerdì alternativo all’ Arci Bolognesi, infatti il 6 dicembre saranno ospiti del noto club di Piazzetta S.Nicolò due band non indifferenti: i ferraresi Dance with the Bear e milanesi Wemen

Si può conquistare il mondo anche venendo dalla più remota provincia ferrarese.
Bastano alcuni strumenti musicali e un pc. Ma soprattutto un‘idea di suono ben precisa, internazionale e vitaminica, che mescoli il rock duro all‘elettronica sporca, l‘elettricità al digitale, gli amplificatori ai sequencer. Aggiungete a tutto questo la voglia di fare musica di tre amici strumentisti assai dotati tecnicamente, che un giorno incontrano un mago dei synth e un altro una Venere da dancefloor come Giada Simone. Ecco l‘alchimia che ha
fatto nascere i Dance with the bear.

Il loro sound si muove dentro gli ultimi incroci fra sonorità da club (rock) e club (dance). Digitalism, Deamau5, ma anche italiani fortemente internazionali come i Bloody Beetroots.
Il tutto riletto con uno spirito che predilige la festa, l‘epica gioiosa del dancefloor, il sudore di chi balla, beve, suda e abusa, come amano dire i DwtB descrivendo cosa accade durante i loro travolgenti live.

Wemen_ferrara_arci_bolognesiI Wemen invece nascono a Milano nei primi mesi del 2010 da un’idea di Carlo Pastore (chitarra e voce) e Francesco Peluso (batteria). Poco dopo si unisce a loro Alberto Pilotti (chitarre) e Riccardo Della Casa (basso e cori). Le diverse estrazioni indie rock, grunge, punk, post-punk, new wave e 2 Tone si coagulano in una sorta di magma pop atipico, in evoluzione e contaminazione. Come se anni settanta, ottanta, novanta e duemila trovassero un respiro sincronico e contemporaneo, una sorta di finestra fuori dal tempo che si affaccia sul nostro tempo. Il tempo della centralità imprescindibile di internet come mezzo di emancipazione e rivolta, accesso alle informazioni e ai contenuti di ogni periodo storico, media centrale nella comunicazione e nei rapporti umani. Il tempo dell’utilizzo imprescindibile delle macchine digitali nella produzione musicale. Il tempo – questo sì – in cui si può andare controcorrente e fare un po’ come si vuole: formare una band, mettersi a lavorare su strumenti veri e non software, e quindi dare speranza alla capacità dialettica di quattro individui di creare qualcosa di superiore al singolo.

L’ingresso è a offerta libera e riservato ai soli titolari di Tessera Arci