Foto di repertorio

Ogni anno le spiagge dei lidi ferraresi si riempiono di turisti, accanto a questa marea umana composta da ragazzi, anziani e tedeschi c’è tutto un universo parallelo composto dagli operatori dei servizi che vengono erogati a chi sceglie il mare di Ferrara.

Una professione che fa parte di questa categoria è quella del bagnino, presente sulle battigie dalla mattina presto per prevenire e intervenire in situazioni di pericolo fuori e dentro l’acqua.

Turni sotto il sole passati a bordo del moscone o sulla torre di guardia, abbronzatura a chiazze, un solo riposo settimanale (e a volte nemmeno quello)  e tanta pazienza sono alcune delle conseguenze e delle caratteristiche che questo mestiere richiede.

Per poter lavorare come bagnino di mare occorre essere in possesso dell’abilitazione all’assistenza in “piscina, acque interne e acque aperte” e per ottenerla occorre superare, tra le altre cose, prove teoriche e pratiche tra cui il trasporto di un pericolante, una vasca da 25 metri in apnea, dimostrare di saper vogare e di riuscire a fare 100 metri a nuoto in meno di un minuto e quaranta secondi.

La star di tanti mattinate passate da bambini davanti alla tv.

Quella che segue è un’intervista ad uno dei bagnini che da diversi anni lavora sulle spiagge di Ferrara, per tutelare la sua identità, dato le forti affermazioni, ho deciso di celare il suo nome dietro la figure fittizia di Mitch Buchannon che potete vedere qui in foto in tutto il suo villoso splendore.

Da quanto hai iniziato a fare il bagnino al mare e perché?

Ho iniziato da tre anni, il primo anno ero uno dei pochi dei novizi ad avere la postazione mentre gli altri, anche loro freschi di brevetto, andavano dove venivano chiamati cambiando luogo ogni giorno, io invece avevo già la mia area. Ho iniziato come tanti, ovvero ero alla ricerca di un lavoro che mi permettesse di guadagnare qualcosa.

Descrivi un po’ la tua giornata tipo.

Bisogna sempre arrivare mezzora prima in spiaggia per preparare la postazione, sistemare il moscone e mettere la bandiera bianca. Dopo di che non resta che iniziare a controllare la situazione sperando sempre che non accada mai nulla di grave. Ci si annoia, non lo posso negare.

Ma è vera la leggenda che il bagnino/a al mare rimorchia molte ragazze/i? 

Allora, devo dire che, specie se si è agli inizi, si è tutti concentrati a guardare la spiaggia per poter essere pronti per fare un intervento nel caso ci sia bisogno.

Detto questo, non è che proprio le ragazze piovano dal cielo, qualcuna noto che mi guarda, ma più che altro sono schive e magari aspettano che sia io ad attaccare bottone, il punto è che non lo posso fare perché non sono lì per piacere.  Comunque devo sfatare questo mito.

I colleghi più grandi, invece, mi raccontavano che 7-8 anni fa era molto più ‘prolifica’ la stagione.  Poi se senti i bagnini di 60 anni ti dicono che hanno scopato tutto il mondo, ma si vede che sparano solo delle cazzate o che gonfiano la verità. Dicono che i bagnini che lavorano nei campeggi trovino più donne, ma io non ho mai avuto questa esperienza.

Quali sono i comportamenti più discutibili che vedi fare al mare dai bagnanti? 

Una cosa che proprio non sopporto è che molta gente che non sa nuotare si spinge al largo incurante delle proprie capacità e se gli faccio notare che hanno delle difficoltà, mi rispondo con arroganza dicendo che “tanto io sono lì per salvarli”. C’è chi va sugli scogli e quando gli dico che non si può salire mi mandano a quel paese e ci rimangono sopra poi, quando riesco a convincerli e farli scendere, ci ritornano appena mi giro.

C’è anche la questione sigarette che è vergognosa: la gente fuma e poi spegne le sigarette nella sabbia peggio dei più schifosi animali, addirittura alcuni le gettano in mare. Mi è capitato di discutere con queste persone, ma credono addirittura di aver ragione.

Poi ci sono i tedeschi, vengono in vacanza in Italia e credono di poter fare quel  cazzo che gli pare, tanto volte ho cercato di correggere il comportamento di uno di loro e hanno fatto gli arroganti, addirittura dicendomi che ero troppo giovane per capire.

Un uomo di 90 kg vedi che sta affogando in mare, cosa fai?

Intanto devo vedere come è la situazione del mare, se c’è bassa marea non posso prendere il moscone e devo andare a nuoto. Se vado a nuoto devo prendere il salvagente, perché se ti avvicini troppo al pericolante quest’ultimo ti si attacca e ti tira giù. Successe ad un mio amico e servì un altro bagnino per salvare anche lui perché si ritrovò con due persone attaccate al corpo che lo stavano facendo affogare.

Devi sperare di arrivare in tempo, ma per la mia esperienza chi si trova in difficoltà molto spesso ha un attacco di cuore e con quello certe volte c’è poco da fare.

Qualche mese fa è montata la protesta secondo la quale gli stabilimenti romagnoli erano privi di bagnini (si parlava di oltre 1200 posti vacanti). Alcuni gestori dicevano che “i ragazzi di oggi non hanno più voglia di fare la stagione estiva al mare”. Cosa ne pensi di questa cosa? 

Io quest’anno ho visto il contrario, cioè sono stati assunti, lungo tutta la riviera, molti bagnini giovani. Ho visto anche quelli ‘storici’ che hanno lasciato il lavoro perché hanno trovato un posto fisso.

Comunque è vero, c’è stata un po’ una fuga da questa professione, ma ci sono dei motivi:  lo possono fare solo gli universitari, i ragazzi o gente che non ha trovato un lavoro e ripiega lì, difficilmente può diventare una professione duratura e quindi, come tutta le cose, ci sono dei cicli e dei ricambi generazionali.

Magari i ragazzi hanno trovato altri lavori estivi, che possano dare anche una garanzia in più per il futuro.