Domenica 25 ottobre il Premier Giuseppe Conte firma il nuovo decreto che limita ulteriormente ristoranti, bar, palestre, piscine e centri sportivi. Esercenti ormai portati all’esasperazione, travolti già da una crisi economica che mostra i primi sintomi, hanno deciso di andare in tutte le piazze d’Italia a far sentire la propria voce. Chi lo ha fatto in maniera civile, chi un po’ meno, al grido “Siamo lavoratori, non untori” centinaia di Partita Iva hanno manifestato contro la nuova stretta del governo per il contenimento della diffusione del Coronavirus.

Martedì alle ore 18.00 in Piazza Trento Trieste è stata lanciata un’iniziativa su Facebook divenuta in pochissimo tempo virale, che ha invitato centinaia di esercenti di qualsiasi categoria a riunirsi, mantenendo le dovute distanze in centro a Ferrara al lato del Duomo; uno dei posti più grandi del Centro Storico di Ferrara.

Dopo un po’ di silenzio dovuto a capire chi facesse la prima mossa iniziano i cori di “Libertà” accompagnati da qualcuno che invitava e urlava di mantenere il distanziamento. Nonostante queste premesse, il numero delle persone aumentava, e non essendoci un’organizzazione che dettasse delle linee guida per protestare in maniera sicura, diminuisce drasticamente il distanziamento sociale.

Oltre a metterci che dalle foto risulti che non tutti avevano la mascherina, e oltre ad aggiungerci i cori offensivi contro il Presidente del Consiglio Conte, l’idea e la causa erano più che lecite; gli esercenti sono incazzati e hanno ragione. La realizzazione è stata pessima.

A onor della cronaca segnaliamo di manifestazioni svolte anche in altre città con esempi virtuosi e un po’ meno:

Treviso
Modena