Il consiglio dei Ministri ha deciso di prolungare il periodo di chiusura di luoghi di aggregazione dei comuni nelle zone rosse: 10 in Lombardia e uno in Veneto e le tre Regioni maggiormente interessate Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

Le misure previste valgono dal 2 all’8 marzo. 

Sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico.

Così come dovrebbero essere sospesi i servizi di apertura al pubblico dei musei, biblioteche e archivi, salva la possibilità di adottare misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi nel rispetto della distanza di sicurezza “droplet” (letteralmente a gocce d’acqua).

La Regione Emilia-Romagna ha chiesto che tali misure organizzative possano essere permesse anche a cinema e teatri, con possibili ingressi limitati e contingentati, rispettando criteri di salvaguardia legati alla distanza di protezione tra le persone. Su questo, si attende una risposta del Governo, sulla base delle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico.

Aggiornamento 29 febbraio sui casi in Emilia-Romagna

Salgono a 217 i casi di positività al Coronavirus, la maggior parte con sintomi modesti  in Emilia-Romagna sulla base di oltre 1.500 test effettuati.  Si tratta di 138 casi a Piacenza35 a Parma22 a Modena15 a Rimini4 a Reggio Emilia2 a Bologna1 a Ravenna

La maggioranza delle persone continua a presentare sintomi modesti e più della metà sta seguendo il previsto periodo di isolamento a casa, senza bisogno di ricovero in ospedale. Sono 19 i pazienti asintomatici.

Purtroppo vanno registrati altri 2 decessi che portano a 4 il numero totale. Si tratta di  pazienti ultraottantenni. I decessi sono avvenuti nell’ospedale di Parma e in quello di Piacenza. A Parma si tratta di una signora di 81 anni e a Piacenza di un paziente lombardo di 83 anni.

Ferrara non presenta casi di Coronavirus.