Ci avevano provato sette anni fa a valorizzare il complesso e divertentissimo personaggio Deadpool. L’avevano piazzato in X-Men le origini – Wolverine senza effettivamente dargli le caratteristiche che lo rendevano l’anti-eroe preferito dei lettori dei fumetti a lui dedicati, facendolo solo sembrare uno spadaccino abile e logorroico.

E ora, finalmente, Tim Miller ci ha riprovato, anche grazie all’insistenza di Ryan Reynolds che voleva tornare ad interpretarlo come si deve. Ed ecco che hanno tolto il PG-13, hanno lasciato a Wade Wilson l’umorismo dissacrante, la volgarità, la violenza e la consapevolezza di essere all’interno di un fumetto (da qui la sua abitudine di demolire la quarta parete per parlare con il pubblico o addirittura spostare le telecamere) tipiche della versione fumettistica e hanno fatto centro, anche perché era inevitabile reinterpretare in chiave quasi esclusivamente comica un personaggio nato come la parodia di un altro (in particolare come parodia di Deathstroke della DC Comics).

Viene presa in esame la prima parte della sua lunga storia, attraverso flashback vari ci viene mostrato come Deadpool è effettivamente diventato Deadpool. Viene raccontata la storia di un mercenario carismatico dalla lingua lunga e la vita travagliata che dopo la trasformazione, grazie alle abilità ottenute, diventa ancora più irriverente. Si circonda di gadget nerd che lo avvicinano in qualche modo al pubblico, sia agli adulti (con le citazioni ai fantastici Wham!), sia ai più giovani (con il suo bellissimo orologio di Adventure Time, che infatti voglio ardentemente anch’io). Fa cose stupide, è quasi infantile a volte, ma grazie ai suoi poteri gli scontri si concludono spesso con la morte imbarazzante e truculenta dei suoi avversari. Ci vengono presentati scenari quasi tarantiniani, con dialoghi avvincenti e divertenti e scene d’azione piene di violenza e spettacolarità che volente o nolente ti prendono. Se poi ci mettiamo anche la figura burbera ma estremamente pignola e in qualche modo protettiva di Colosso e la strafottenza adolescenziale di Testata Mutante Negasonica, non si possono che generare situazioni esilaranti ai limiti dell’assurdo.

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Ora però voglio fare due considerazioni su scelte attoriali e doppiaggio. Tanto di cappello a Ryan Reynolds per l’interpretazione impeccabile e per il fatto che ha creduto nel suo personaggio e ha convinto i produttori e il regista a dedicargli un film tutto per sé. Fantastici i tanti riferimenti ad altri film e in particolare l’autoironia con cui vengono trattati i flop della carriera dello stesso Reynolds. Mi sono piaciute moltissimo anche le interpretazioni degli altri personaggi, molto fedeli alla versione fumettistica e ben caratterizzati. Però sul doppiaggio, diamine, ci si poteva pensare di più. Posso anche farvi passare il doppiaggio di Deadpool affidato a Francesco Venditti (sì, è suo figlio) che non mi ha entusiasmata al 100%, ma vogliamo parlare dell’accento appioppato ad Ajax/Francis? Che bisogno c’era di doppiare uno che nella versione originale ha semplicemente un accento inglese facendolo sembrare un idiota appena arrivato nel nostro paese che frequenta un corso serale di italiano a basso costo? Bocciato il doppiaggio di Ed Skrein, dunque. Maledetto Daario Naharis.

Che dire in definitiva? Vale la pena andarlo a vedere? La mia risposta è assolutamente sì, soprattutto se siete dei nerdacci che conoscono l’interessantissimo personaggio di Deadpool/Wade Wilson e sanno apprezzarlo. Doppi sensi, volgarità, umorismo dal sapore politicamente scorretto, abilità sovraumane e violenza sono i punti chiave di questo personaggio, se non lo conoscete bene o non trovate particolarmente gradevoli questi temi potreste rischiare di non apprezzarlo e di non trovarlo divertente, perdendovi dunque la vera essenza del film. Un ultimo consiglio per i genitori: il mondo dei film sui supereroi sta cambiando, vi consiglio di informarvi prima di portare i vostri bambini a vedere pellicole segnalate con PG-18, soprattutto se poi passate il film a lamentarvi del contenuto delle scene. In quel caso non è colpa del regista o del cinema, è colpa vostra. Chiudo postandovi il trailer che mi fa sempre molto ridere e dandovi un’anticipazione: ci sono due camei inutili e molto divertenti durante il film e una scena parodia dopo i titoli di coda, quindi non fuggite subito se andate a vederlo!