Che Ferrara non sia un terreno fertile alle novità ormai è risaputo. Che i giovani appena terminano l’università trovino più sexy trasferirsi altrove anche. Ma tra questi c’è chi fa il processo inverso e una volta terminati gli studi all’estero, volenti o nolenti, tornano alla base. Vuoi per motivi personali o professionali, ci si ritrova al punto di partenza. Base a Ferrara ma con la mente fuori le mura. Tra queste persone si annovera Jessica Barbieri, in arte @cheviaggitifai, con residenza ad Argenta ma con un passaporto che ogni mese, prima del covid, timbrava una nazione nuova.

Jessica tra le tante esperienze che ha provato, e vi assicuro che sono tante, ha finalmente trovato la sua strada. Una strada con i cartelli passione e professione che indicassero la stessa direzione. Così nel 2018 lancia il blog @cheviaggitifai, un magazine dove racconta per filo e per segno i paesi che visita. Proponendo anche consigli o suggerimenti su quelli che sta programmando. 

Jessica inaugura così la nostra rubrica di interviste di Oltre, per dare ispirazione, e un barlume di speranza, per chi volesse cambiare la propria vita. 

PRIMO SPRITZ

Jessica, intanto, mi hai raccontato di esserti laureata in marketing, aver fatto un’esperienza negli Stati Uniti, Madrid e infine uno stage a Malta. Dal tuo CV hai anche un periodo da Google Milano e in un e-commerce in Olanda. Hai tutte le carte in regola per essere senior manager in qualsiasi azienda del mondo…e invece?

E invece faccio la Travel blogger. 

Tra noodles e sgabellini al mercato di Mandalay (Myanmar)
Tra noodles e sgabellini al mercato di Mandalay (Myanmar)

Se ti stai chiedendo il mio punto di rottura è avvenuto proprio dopo l’’esperienza da Google dove tra l’altro ho ampliato le mie competenze di SEM grazie a Google AdWords Strategist. Una volta terminato avevo bisogno di capire se effettivamente mi trovassi dove mi sarebbe piaciuta essere. 

Vivo per rendere ricchi gli altri, o vivo per rendere felice me? 

Non ero felice, o meglio non capivo se lo fossi oppure no. Allora sono tornata ad Argenta, aperto il pc e fatto Application per diventare tour manager in Inghilterra.  Dopo una selezione rigidissima e una tesi su ben 30 paesi europei mi hanno accettato. Si preparano le valigie e si riparte verso una nuova avventura. 

Non avendo mai fatto questo genere di esperienza, ho dovuto studiare e prepararmi scrivendomi una serie di appunti sull’iPhone inerenti alla cultura. Cibo, storia, curiosità, politica e tanto altro. Mentre terminavo di scrivere mi sono chiesta: ma se io fossi in viaggio con una guida, vorrei veramente ascoltare queste cose? Quindi ho deciso di cancellare tutto e riadattare le informazioni come se fossi io ad ascoltare. E sai cosa? Ha funzionato benissimo, tant’è che tutt’ora ho Google Drive e note dell’iPhone pienissimi di appunti di viaggi passati e futuri.

SECONDO SPRITZ

Una tipologia di organizzare viaggi che successivamente hai traslato sui social network.Infatti sui tuoi profili Instagram e Tiktok stai spopolando a suon di consigli e informazioni sui viaggi.

Sicuramente uno dei vantaggi del digitale è la possibilità di non aver limiti territoriali e geografici. Chiunque può ascoltarti e seguirti. Tra l’altro il pubblico è talmente vasto che non bisogna sforzarsi di piacere. L’importante è essere se stessi. La gente ama la spontaneità. 

Quindi sono riuscita a raccontare i miei viaggi a persone che probabilmente non avrei mai conosciuto fisicamente. L’obiettivo è di fare in modo che chi mi segue si affezionasse talmente tanto al mio modo di raccontare un viaggio che non vede l’ora di iscriversi a quelli che organizzo, sia per la preparazione che per l’empatia che emano. Un’ottima compagna di viaggio. 

Mi piace raccontare i miei viaggi ma amo ancora di più organizzarli. Un progetto in pausa e che sicuramente ripartirà nel 2021.

Sguardi camaleontici nel Suq di Marrakech (Marocco)

TERZO SPRITZ

Che consigli daresti a un giovane o una giovane ferrarese? 

Se non sapete cosa fare nella vita è normale. Se non sapete se fare università o trasferirvi, è normale. La speranza di vita si è allungata di molto e abbiamo tutto il tempo possibile per fallire e correggere il tiro. Se non sbagli strada non potrai mai sapere se è stata quella giusta o oppure no.

Penso al lavoro fisso. Immaginatevi di fare un lavoro per 30 anni, vi piacerebbe? Oggi si cambia lavoro ogni 5 anni, ogni esperienza, seppur apparentemente inutile, non è tempo buttato via, anzi. È tutto bagaglio che si aggiunge alla propria vita e vi assicuro che ognuno di noi, prima o poi, troverà la propria strada.  Buttatevi. Abbiamo sempre tempo per rialzarci. 

4 SPRITZ e fine dell’intervista.