Lo scorso 31 dicembre lo storico stockista di via Garibaldi ha chiuso per l’ultima volta la serranda del negozio. Passavo spesso per via Garibaldi, leggevo il cartello ma non ne capivo la vera importanza. Ok chiuderà un altro negozio ma che sarà mai, ne apriranno un altro. È la dura vita da imprenditore.

Passano i giorni e Ferrara dà ufficialmente il benvenuto agli 0 gradi umidi e imperversi che trapassano i giubbotti come una lama nel burro, congelando tutti gli organi e dandoci parecchi motivi per passare una serata di gennaio e febbraio plasmata di divano, netflix e tisana.

Sono proprio quei momenti in cui sei a casa e fissi il nebbione fuori dalla finestra. Ti toglie ogni speranza. Ti fa pentire di aver organizzato un aperitivo proprio quella sera.

Quei momenti in cui metti il piede fuori dalla calda dimora domestica, il freddo ti accoglie come una morsa togliendoti la possibilità di scrivere nel gruppo degli amici “No raga, stasera pacco, troppo freddo”. Le mani congelate hanno una dinamicità limitata per scrivere e i guanti non funzionano con il touch (quelli che funzionano con il touch mandano le dita in cancrena).

Sono proprio quei momenti in cui sei in bici o bevi uno spritz in via Adelardi che emerge il bisogno di andare a prenderti uno scalda collo, orecchie e muscoli, un paio di guanti più imbottiti o una sciarpa.

Sono proprio quei momenti in cui realizzi che lo stockista era il posto per le nostre esigenze. E adesso non ci rimane che combattere il freddo da soli, sprovvisti di arma e scudo che ogni inverno Gigi ci forniva. Possiamo solo fantasticare con la mente di trovarci in un altro posto del mondo decisamente più primaverile, magari con una delle sue valigie , first-mover degli standard ryanair e vero nemico delle multe sulle dimensioni del bagaglio.

Ci mancherai.

Goodbye old friend