Quando mi sono trasferito a Ferrara una delle prime cose che ho fatto è stata quella di andare a farmi una passeggiata sulle leggendarie mura ferraresi. 

Nove chilometri di mattoni con oltre 1.000 anni di vita sulle spalle.

Camminare sulle mura è tra le cose da fare quando si visita Ferrara e che consiglio sempre a chi mi viene a trovare. 

Un’esperienza che incanta e che personalmente mi ha portato a familiarizzare con quella che sarebbe diventata la mia città per i restanti 18 anni. 

Tra il rumore ruvido della gaia, l’affanno di chi si sente in colpa dopo il pranzo della domenica e il vento fresco che ti invita a correre, mi sono sempre chiesto come fosse possibile che Ferrara avesse ancora delle mura così perfettamente conservate. 

Se leggi da internet non lo capisci.

Non capisci quanto ci si possa sentire fisicamente protetti quando si è circondati da mura intatte da secoli. 

Sicurezza e tranquillità sono sempre state legate. Solo che la rassicurazione porta rischiosamente ad accontentarsi. Ad adagiarsi nella propria comfort zone, come direbbero quelli bravi. Ma essere sicuri porta con sé, inevitabilmente, ad una rinuncia.

Non fare mai un passo verso l’ignoto, perché il dubbio ci chiede di abbandonare le nostre quattro mura ben salde; non cedere alla curiosità, alla tentazione di navigare a vista, spostando i paradigmi noti, tanto sicuri, ma che tanto hanno limitato la nostra capacità di pensare oltre. 

Oltre quella protezione, oltre quelle mura, oltre quella sicurezza che traccia una linea orizzontale del nostro destino, senza modifiche di percorso, senza sterzate o slanci verso l’alto. 

Sentirsi sicuri a casa è come sentirsi dentro la città di Ferrara. 

Forse è proprio la protezione così tangibile della sua architettura che spinge i ferraresi a sentirsi così legati alla città e i suoi riti. 

Sfido chiunque a chiedere a chi non vive più a Ferrara se non gli manca sfrecciare in bicicletta per le stradine della città, perdendosi e ritrovandosi nel labirinto immaginario della nebbia. 

Eppure a chi resta, non può non sorgere una domanda: cosa succede oltre quella montagna di mattoni tanto alti da nascondere il resto mondo? Si nascondono minacce o meraviglie dietro i muti bastioni cittadini?

Quando a luglio 2019 mi è stato proposto di prendere in gestione Ferrara By Night ho subito pensato che potesse essere quella l’opportunità per rispondere a questa domanda. Per provare a ricucire la cesura che corre tra due mondi, entro e oltre le mura, come due lembi di una ferita. 

Ho pensato che avrei potuto raccontare non solo la vita notturna, che avrei potuto provare ad andare Oltre. Oltre l’alba, oltre le mura, oltre il locale e gli eventi. Diventare non solo un magazine informativo ma anche un diffusore di informazioni capace di intercettare proposte e idee in grado di ispirare ognuno lettore.

Una sfida con molta faccia tosta.

Oltre le mura non si va, al limite ci si corre sopra. 

Ed è proprio questa consuetudine condivisa, è questo modo di pensare così noto e rassicurante che ci ha spinto a lanciare un magazine sulla città di Ferrara: per vedere cosa succede qualora dovessi violare questa regola. 

La curiosità che ringhia e ti spinge a scoprire. Le mura all’improvviso sono diventate all’improvviso un trionfo della sfacciataggine che ci porta ad abbandonare il nostro porto sicuro e a sfidare l’alto mare aperto. 

Cerchiamo sempre punti di riferimento, rassicurati dalle situazioni che possiamo prevedere e controllare, ma la nostra vera forza è la capacità di affrontare quello che non ci aspettiamo, di spingersi un po’ più in là per guardare oltre. Di conoscere quello che non conosciamo. 

Per questo non ci possiamo limitare solamente alla vita notturna ma vogliamo raccontare anche la vita diurna. 

Ferrara by Night è stata per un decennio il punto di riferimento assoluto per chi volesse conoscere il mondo che appare allo scoccare della mezzanotte, ed è riuscita a costruire una community eterogenea composta da ferraresi e non solo. 

Proprio grazie a Ferrara by Night non partiamo da zero, abbiamo una grande fanbase costruita negli anni grazie alle innumerevoli iniziative proposte a cui vanno tributati onore e riconoscenza.

Da quando però il magazine è passato in gestione all’Associazione Oltre le Mura, abbiamo deciso di inserire una rubrica anche diurna, perché Ferrara fosse non solo by night ma anche by daytime. 

Due facce, due strade che possono incrociarsi in un’unica realtà che prenderà appunto il nome di Ferrara Oltre Magazine. 

Un magazine costruito per ascoltare e conoscere realtà, iniziative e progetti che in altri posti, oltre le nostra mura, hanno cambiato la società. 

Per prendere ispirazione non da quello che vediamo, ma da quello che non capiamo. 

Per raccogliere questi input e raccontarli a Ferrara. 

Per creare un nuovo modo di comunicare e interagire, sfruttando la potenza del digitale e della presenza sul territorio. 

Per diventare un trampolino per chi vuole prendere la rincorsa e tuffarsi oltre le mura.