Mancano poche settimane al termine della prima fase della quarantena, dove, probabilmente, si darà il via a una seconda di altrettante settimane.

Mentre all’inizio abbiamo riscontrato non poche difficoltà ad adattare le nostre abitudine tra le quattro mura domestiche, oggi abbiamo preso le giuste misure per passare le nostre settimane chiuse in casa. Dall’esercizio fisico in balcone, al prendere un po’ di sole alla finestra, dal contenerci a tavola fino al marziano smart working.

Superato l’adattamento quotidiano (forse quello più difficile), è il momento di attrezzarsi per l’adattamento notturna quindi creare un contesto verosimile a quello di un pub.

E in città abbiamo la fortuna di avere Amedeo Anselmi.

Ciao Amedeo, quando è iniziata la tua passione per i cocktail?

Ciao Marco! La mia passione non è esattamente nata per i cocktail, è nata perché mi piaceva stare in mezzo alla gente e mi piaceva portare a casa un po’ di soldini per pagarmi l’università a Ferrara di Giurisprudenza. Dopo la laurea però mi sono reso conto che stare dietro ad una scrivania non era esattamente il mio sogno e ho cominciato a girare per vari cocktail bar, lavorando e studiando nell’ambito della miscelazione. Da lì poi è scattato l amore per i drink!

Raccontaci un aneddoto della tua carriera

Uh! Chiedere un solo aneddoto è pericoloso. Ogni sera che salì dietro ad un bancone non sai cosa potrà succedere, chi potrai incontrare e sopratutto cosa ti potrebbero ordinare i clienti. Vecchietti che ordinano Martini cocktail, ragazzini che chiedono dinosauri rosa, uomini in carriera che vogliono solo una dose generosa di whisky dopo una giornata impegnativa. Fondamentalmente fare il barman è come essere un attore. Il nostro banco è il nostro palcoscenico e il nostro pubblico cambia ogni sera! Se devo proprio dirti un aneddoto simpatico è quello legato alla scorsa estate in cui un ragazzo mi chiese di miscelargli insieme il frutto della passione con il tartufo. Ci ho provato. Era una schifezza e ci siamo fatti due risate bevendoci poi una sana birra.

Con quale cocktail iniziamo e perché?

Dopo aver deciso di iniziare a fare video in casa, vista la situazione e visto che non riesco a stare fermo, ho subito pensato di buttare su un americano. Lo vedo come l’aperitivo di tutta Italia, anche più dello spritz (pesante questa). Si uniscono due città meravigliose con i loro prodotti di punta: Torino con il suo celebre vermouth e Milano con il meraviglioso bitter Campari. Aggiungiamo un goccio di soda e il gioco è fatto! Poi ovviamente vi sono molte altre accortezze, però non ve le spoilero così andate a vedervi il video.