Dopo aver inaugurato un nuovo format di interviste con la travel blogger di Argenta Jessica de @cheviaggitifai, durante la nostra escursione sul Po di Volano abbiamo conosciuto Sara anche lei giovanissima ferrarese, founder di un blog di viaggi chiamato @cappellacciamerenda

Non ci siamo fatti scappare la possibilità di intervistarla e porle alcune domande inerenti alla sua vita personale e professionale. 

Sara, a noi nelle interviste piace partire dalla fine. Di cosa parla il tuo blog? 

Cappellacci a Merenda, come evidenzia già il nome, è un blog con base ferrarese e con sguardo e valigia fuori dalle mura. Infatti al suo interno si trovano consigli curiosità dei miei viaggi, raccontando il tutto in maniera spontanea e sorridente. 

Credo che sia questa la cosa che più mi distingue. Essere sempre sincera, anche nei feedback sulle strutture che incontro durante i miei percorsi. È questo che vuole la gente. Racconto i miei viaggi come se davanti a me avessi amici e conoscenti, cercando di coinvolgere e convincere delle mie recensioni.  

Palazzo dei Diamanti

Torniamo un attimo indietro. Quando hai deciso di lanciare cappellacci a merenda?

A dirla tutta il mio primo blog parlava di tutt’altro. Si chiamava “Women Artist Blog” e raccontavo la storia e le vite delle donne artiste che hanno rappresentato la storia dell’arte e che purtroppo sono spesso nascoste dagli stessi libri d’arte.

Questo progetto l’ho lasciato un attimo da parte durante i miei studi di Web Marketing all’università di Bologna. Il mio corso preferito non poteva che essere sul blogging, e come progetto finale bisognava proprio realizzarne uno. Dato che dovevamo partire tutti dalla stessa posizione, il professore mi chiese di crearne uno da zero. Un blog quindi che parlasse di altro, in modo da avere una valutazione completa sul mia dedizione di ideare, progettare e realizzare un blog. Così ho deciso di aprire Cappellacci a merenda, un binomio legato a Ferrara ma allo stesso tempo non mi vincolasse alla città. 

Laghi Gemelli in Val Brembana

Cosa non sappiamo di te? 

Il blog è il mio secondo lavoro. Per adesso è una passione perché come primo lavoro sono una social media manager. Lavoro per NetPropaganda, l’agenzia di Rudy Bandiera e Riccardo Scandellari, due divulgatori di marketing ferraresi, che mi hanno insegnato tanto e che tuttora continuano a farlo. È sempre bello affiancarsi a persone di questo livello perché ti ispirano affinché tu possa realizzare i tuoi sogni. 

Il mio poco tempo libero lo dedico agli anime e manga. I miei anime preferiti sono One Piece e Attacco dei Giganti, mentre manga preferito è The Promised Neverland. A proposito, hanno messo la prima stagione su Netflix: guardatela! 

Qual è il tuo viaggio più bello?

Non dimenticherò mai un On The Road in Baviera. Avete presente i castelli delle fiabe? Sono tutti in Baviera. Paesaggi che non dimenticherò mai e sicuramente tornerò. Anche se sono sempre dell’idea che bisogna cercare di visitare sempre nuove città. Il mondo è grande, troppo, e dobbiamo cercare di visitare e conoscere più città e culture possibili.

Uno dei motivi che mi ha portato alla creazione di un blog è quello di cogliere l’attimo dei viaggi, in modo da ritornare a casa senza rimpianti di non aver vissuto e viaggiato completamente una città. Il poco tempo a disposizione va ottimizzato alla perfezione, affinché si possa visitare tutto ciò che è necessario. 

Parco Regionale dell’abbazia di Monteveglio in provincia di Bologna

Questo format di Oltre Magazine ha l’obiettivo di anche di ispirare i giovani ferraresi che ci seguono. Cosa ti senti di raccomandargli? 

Il primo è di tentare. Buttatevi.

Ascoltare le voci che vi parlano in testa, lasciatevi coinvolgere dal vostro istinto. Non avremo tempo per rimpiangere quello che avremmo potuto fare. 

Il secondo consiglio è di non etichettare nessuno e per nessun motivo. Il pregiudizio preclude la possibilità alle persone di essere altro per noi. Togliamoci le etichette e ascoltiamo cosa hanno da dirci le persone.

L’ultimo consiglio è di studiare, soprattutto in un mondo sempre più digitale e che corre senza mai fermarsi. Quando credi di essere arrivata, in realtà hai solo raggiunto una tappa delle tante che ogni giorno vengono aggiunte. Il compromesso di lavorare nel digitale è proprio questo: gestire alla perfezione il lavoro con la formazione

Ultima domanda. Sai cucinare i cappellacci? 

No, ma sono bravissima a mangiarli e, soprattutto, a recensirli. Siete avvisati 🙂