8 cose di Ferrara di cui non avrei mai pensato di sentire la mancanza

La pandemia avanza, anzi no, retrocede, si chiude per rimanere aperti a Natale, anzi no a Pasqua, facciamo luglio, ora eccola che torna in avanti e diventiamo rossi, poi verdi, poi gialli, poi…e poi?

Siamo da un anno in balia di un virus che proprio non ci vuole lasciare e allora ieri sera, mentre giacevo nel mio lettino accuratamente igienizzato, ho cominciato a pensare a quelle cose che odiavo di Ferrara e che ora addirittura mi mancano.

Ecco la mia personalissima lista.

1. La fila al Renfe

Assurdo, vero? Mi mancano persino quelle file che arrivavano fino al Kirin Sushi, dove la tua serata era appesa al filo tessuto dal buttafuori che in qualunque momento avrebbe potuto decretare “Siamo pieni”, costringendoti ad un’untissima piadina consolatoria che avrebbe circolato nel tuo corpo per settimane.

renfe inaugurazione

2. Le serate di Movida On

Movida On fu uno dei più grossi flop orditi dall’amministrazione comunale precedente, un bieco tentativo di fare cultura per i “giovani”, facendo diventare il Comune un meme vivente di Mr Burn vestito da Stecco o, per i più conoscitori dei Simpson, la caricatura dei Party Posse.

Allego foto.

3. Lo spritz dei Pakibar

Lo Spritz dei pakibar può essere una cosa bellissima o una cosa bruttissima.

Può essere bellissimo perché non lo sanno fare quindi lo caricano di Campari fino alla morte, rendendo quel mefitico cocktail un ottimo modo per sbronzarsi con un euro e cinquanta.

Al contempo è bruttissimo per gli amanti degli Spritz, ma diciamo anche che se prendi uno Spritz fatto da Babul forse te la stai anche un po’ cercando.

4. Non trovare parcheggio in centro

Non ho più quel brivido che mi fa sentire vivo quando trovo da parcheggiare in Piazza Travaglio al sabato sera. Esiste forse un modo migliore per affermare la propria esistenza e urlare al mondo “IO ESISTO”?

5. L’Europa in piazza

Avete presente quell’evento dove ci sono i camioncini che smerciano cibo proveniente da ogni parte del mondo? Quelli dove ogni cosa costa minimo centordici euro, ma ce ne fottiamo e compriamo TUTTO lo stesso?

Mi manca persino quella grandissima trashata itinerante, tappa fissa prima della vera serata.

6. Dove sono finiti quelli che stavano davanti al Mesopotamia?

Mi mancate raga, il Duomo c’è ancora, così come il Castello e la statua di Savonarola, ma voi? Dove siete finiti?

7. Gli eventacci

Alla voce “eventaccio” leggi quelle serate dove vai lo stesso, ma appena arrivi odi.

Odi tutto, le persone, le serate, la fila al bar, la band che suona, i nomi, le cose, le città.

8 Gli “Scandali” di Piazza Verdi

Piazza Verdi è chiaramente la bocca di fuoco dell’inferno.

Almeno così la raccontano i politici locali, i media e i boomer.

Ogni volta che qualcuno gettava una cartaccia era “EMERGENZA MOVIDA” e via di Boomer scatenati su Facebook, la leva obbligatoria, “ai miei tempi” e tante altre cose bellissime perché bruttissime.

Mi manca vedere tutto quell’odio verso i giovani.

Foto di Cgil Ferrara

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