Si è parlato tanto del caso dell’Ilva negli ultimi anni, delle emissioni che sono state collegate all’elevato tasso di tumori nella zona di Taranto, eppure chi crede che le minacce siano lontane potrebbe essere in torto. Dal progetto ‘Itacan’ di Airtum (Associazione Italiana dei Registri dei Tumori) è emerso che dal 2006 al 2008 (prima dello scandalo, dunque) a Taranto si sono registrati circa 2860 casi di tumore all’anno. Monitorando lo stesso dato dal 2004 al 2008 a Ferrara, si scopre che i casi di tumore registrati qui sono stati 2980, più di 200 in più rispetto alla città pugliese. È vero che si è avuto un monitoraggio più ampio a Ferrara dal punto di vista temporale, ma bisogna sottolineare che si parla di una media annua, il dato è comunque preoccupante.
È vero che gli ultimi anni c’è stato un calo dei casi di tumore in tutto il paese grazie alle misure anti-inquinamento messe in atto da diverse città e agli enormi passi avanti della medicina, ma se prendiamo in esame i dati appena esposti e gli altri apparsi nel progetto citato precedentemente ci accorgiamo che forse la questione non andrebbe presa sottogamba.
C’è da considerare, innanzitutto, che Ferrara ha una popolazione di circa 60.000 abitanti in meno rispetto a Taranto. Questo vuol dire che i dati esposti prima sono ancora più preoccupanti.

 

Ci si è anche interrogati sulle cause dell’alto numero di casi di tumore in questa zona. Se consideriamo che gli organi più colpiti sono polmoni e bronchi, si potrebbe dare la colpa non solo all’inquinamento che è un problema diffuso in tutto il nord Italia, ma anche alla presenza di sostanze cancerogene come l’amianto. Dobbiamo ricordare anche che la nostra città è una di quelle col tasso di fumatori più alto d’Italia. Questo viene confermato anche dal dato che sottolinea che anche se prendiamo in considerazione soltanto il numero di tumori a polmoni e bronchi, Ferrara conta quasi 40 casi in più all’anno rispetto a Taranto.

 

È vero che le statistiche sono pericolose, è vero che non bisogna affidarsi solo ed esclusivamente ai dati, soprattutto se risalgono a 6 anni fa e potrebbero aver incluso nelle statistiche tumori apparsi 20 anni fa, ma sicuramente si deve cercare di non sottovalutare il problema e di riflettere. Anche perché penso sia un diritto di tutti poter passeggiare spensieratamente per le strade della propria città senza preoccuparsi delle emissioni o delle statistiche allarmanti che vengono fatte rimbalzare continuamente avanti e indietro davanti ai nostri occhi.