Non manca nessuna regione per la riapertura delle sale giochi: anche Sardegna, Abruzzo, Marche, Trentino Alto Adige e Basilicata, che erano titubanti, hanno finalmente deciso come riporta https://repubblica.it/

La situazione generale

Dalla seconda metà di giugno, la maggioranza delle regioni ha dato il via libera alla riapertura delle sale da gioco, attività che rappresenta una grossa fetta del PIL italiano secondo i dati relativi al primo semestre del 2020 e l’ultimo semestre del 2019. Non c’è da stupirsi che nei mesi in cui le sale giochi sono state chiusi, piattaforme di giochi e scommesse online come https://casino.betfair.it/ hanno visto un aumento di giocate del 45,8% rispetto al 2019 solo nei primi cinque mesi del 2020, dati che vengono riportati in un articolo leggibile su https://www.adnkronos.com. Parlando in termini di milioni di euro, il numero diventa ancora più altisonante: 98,28 milioni di euro è l’entrata totale di casinò e siti di casinò in Italia, cosa che rappresenta un record assoluto. Per questo motivo l’Agenzia Dogane e Monopoli ha ben pensato di dare il via libera alle varie regioni per decidere autonomamente la riapertura delle sale giochi. Il Dcpm di Conte fissava la data della riapertura possibile per tutte le regioni all’11 giugno, ma non tutte si sono mosse allo stesso modo. Il Lazio, per esempio, ha deciso di riaprire dai primi di luglio, mentre in Lombardia si è già avuto un boom di visite in centri scommesse e sale da gioco dal 15 giugno, in particolare nelle province di Milano e Varese. 

L’economia tira un sospiro di sollievo e anche le tradizioni 

In termini di numeri, le sale da gioco dovranno organizzarsi per seguire le misure di sicurezza previste dal Dcpm: molte sale sono state infatti costrette a dimezzare il numero di avventori e così di conseguenza anche gli addetti ai lavori. Come detto, l’unica regione che ha deciso di aprire più tardi è stato il Lazio, mentre tutte le altre a luglio avranno già riaperto le porte dei propri centri scommesse e sale da gioco. Per quanto riguarda la Campania, il governatore De Luca divenuto ormai celebre per la sua “lotta” senza sosta ai trasgressori delle norme, ha dato mandato ufficiale all’Unità di Crisi della Campania di redigere un protocollo dedicato proprio alle sale da gioco. Questa decisione arriva tenendo in considerazione quella che è effettivamente una tradizione della regione Campania, legatissima al gioco, alla cabala, alla “smorfia” e a tutto ciò che riguarda la scommessa e la vincita. Per ciò che concerne la riapertura in Emilia Romagna, questa è avvenuta il 15 giugno e arriva successivamente a un’altra decisione importante, cioè la possibilità di organizzare sagre, feste e fiere come si può leggere su https://cartabiancanews.com/, fetta importante dell’economia soprattutto dell’entroterra emiliano. Inoltre, il decreto del presidente Bonaccini sancisce anche il permesso di far visita nelle strutture per anziani e la riapertura delle aree giochi per bambini.

Si torna insomma a respirare in tutti i sensi; anche a livello economico la macchina italiana riparte piano piano verso la normalità.